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Lo Stato di chi ?

Mi fanno ridere quelli come Giavazzi e Alesina quando affermano che la recessione non è colpa del libero mercato, ma dell'intervento dello Stato, quasi che ci siano ancora qui e lì tracce di socialismo reale. Ma di quale Stato stiamo parlando ? Sempre dello Stato del Capitale.
Per smontare la loro intentio secunda basta citare questa frase di Alan Greenspan :
"La protezione dei diritti di proprietà, colonna portante di ogni economia di mercato, richiede un sostegno politico generalizzato possibile solo se i cittadini diventano in larga maggioranza padroni"
L'intenzione di rendere il dominio del Capitale benvoluto dai proletari sarebbe dunque alla radice della crisi. Perchè si possa separare tale ideologia politica dal mercato si dovrebbe sostenere la possibilità e anche la necessità di far funzionare il mercato (con tutte le sue cicliche conseguenze) senza nemmeno cercare il consenso del proletariato che viene qua e là sballottato dal ciclo economico. Ma tale atteggiamento, al di fuori di qualche libro di Rothbard o di qualche frase di Hayek e Friedman, non trova dimora nella realtà. L'atteggiamento di Greenspan, nella sua ruffianeria, è più pragmatico e realistico. Eppure, come si è visto, non è bastato.
 

Pubblicato il 21/1/2009 alle 16.20 nella rubrica Comunismo.

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