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Obamarama

Barack Obama vincendo le elezioni mi ha già smentito una volta. Spero lo faccia di nuovo, in quanto ritengo che il fatto rivoluzionario che lo riguarda sia il fatto che è stato eletto (un nero alla Casa Bianca), non quello che farà una volta insediatosi (proprio perchè i neri sono uguali a tutti gli altri). 




Lo aspetterebbe un compito storico, quello, spesso abbozzato da analisti di matrice democratica, di ridimensionare l'estensione dell'influenza americana, coinvolgendo altre potenze politico-economiche (Europa, Giappone, Cina, India, Brasile) in una sorta di partnership che faccia da premessa ad un multipolarismo che getti le basi per un funzionamento vero delle istituzioni sovranazionali. Tale ridimensionamento andrebbe di pari passo con una maggiore attenzione per i forti problemi esistenti negli Usa di redistribuzione della ricchezza e di tutela dei diritti sociali.
Riuscirà nel duplice intento ? La mia risposta è no, dal momento che attraverso le lobby il governo americano è subordinato al capitalismo statunitense (ma anche straniero) e tale anarchia di privilegi ed interessi non consentiranno mai ad Obama (così come non lo hanno fatto con Clinton) di realizzare un progetto politico di così ampio respiro.
Spero che Obama mi smentisca anche stavolta.
 

Pubblicato il 20/1/2009 alle 10.52 nella rubrica Politica.

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