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Adriano Ascoli : a Gaza non è genocidio ma guerra imperialista

 Mi permetto di dissentire su certi paragoni molto in voga in questi giorni, semplificazioni secondo cui Israele è uguale al nazismo. Non perché voglia scusare in alcun modo i crimini di guerra e la guerra terroristica condotta dalle forze militari israeliane e dai loro comandi politico-militari contro una intera popolazione rinchiusa dentro un gigantesco ghetto, ma perché il paragone mi pare totalmente inadeguato. A meno di non voler equiparare al nazismo pure le altre guerre imperialiste condotte in questi anni nel mondo ed alle quali ha partecipato in modo significaivo pure il nostro paese.



Vorrei ricordare il totale silenzio per la carneficiana di civili colpiti in una sola notte, la scorsa estate, dalle forze georgiane alleate dell'occidente (e sostenute dall'apparato militare e satellitare Usa e israeliano) contro la popolazione osseta (duemila morti in una sola notte, e non una sola parola di condanna qui da noi, se non per la comprensibile reazione russa); vorrei ricordare la guerra di aggressione in Jugoslavia nel 1999 di cui il nostro paese fu tra i principali responsabili, senza che allora si levasse una opposizione di massa significativa, e anzi con la propaganda della missione arcobaleno e della guerra umanitaria vi fu un forte sostegno di massa. La guerra del '99 è culminata con l'occupazione militare del Kosovo, dove continuano a stazionare le nostre forze occupanti e dove centinaia di migliaia di persone sono in fuga da anni. Quelli sono i nostri territori occupati, ma spesso ce lo dimentichiamo pure noi. E potremmo andare avanti con gli esempi: Iraq, Afghanistan e via di seguito. Dunque: siamo nazisti pure noi?
Vorrei ricordare che in un quadro di grande debolezza e di isolamento c'è chi nel popolo di Israele rifuta di partecipare a quella guerra, sfidando le leggi e la disciplina militare di quello Stato, cosa mai successa qui da noi, Ricordo infine la posizione espessa dal Partito Comunista di Israele che chiede una mobilitazione all'estero e plaude al ritiro dell'ambasciatore venezuelano operato da Chavez, come un esempio da seguire per isolare politicamente e diplomaticamente la guerra di Israele contro la popolazione palestinese (ma i giornali italiani e pure le aree critiche spesso non si accorgono di queste posizioni).
Si potrà sostenere che in Israele le posizioni critiche sono esigue, marginali, che alle elezioni vincono le componenti più scioviniste... vorrei ricordare che ci governa Berlusconi, che il centro sinistra operò una politica non meno imperialista e guerrafondaia e fu artefice della prima guerra di aggressione condotta dal nostro Paese contro un Paese vicino. In fondo sulla politica estera e militare la posizione del centro sinistra pare distinta, in parte, solo riguardo al Medio Oriente (vedi interposizione in Libano, vedi posizione di D'Alema), dove forse sono in ballo interessi nazionali diversificati. Tra questi l'ipotesi, che sarebbe da approfondire, della presenza di importanti riserve di gas nel mare di Gaza, cosa che potrebbe gettare una luce differente pure sugli eventi di questi giorni, sulla deriva degli ultimi anni e sul risultato di tutto questo per la causa palestinese e della pace tra i popoli della regione. Una guerra insomma che si rivelerebbe ben più fedele alla classica guerra imperialista e di conquista che non ad altri aspetti peculiari del repertorio ideologico sionista, o del suo strumentale e speculare utilizzo.
Penso che nei prossimi mesi ci sarà molto da riflettere su quanto sta avvenendo, e sulle prospettive possibili per il futuro.

Pubblicato il 30/1/2009 alle 8.51 nella rubrica Politica.

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