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Tra cassa integrazione e nuovi contratti. Piccole tragiche storie

 

Giulio è in cassa integrazione a 43 anni, con 21 anni di anzianità e tre figli. In 600 sono finiti in cig senza avere i requisiti per la pensione. Forse il primo mese non vedranno una lira, la regione Lazio sta cercando di sopperire con un mutuo. «Lavoravo già da anni quando è nata Air One e ora i precari di Alitalia fanno 12 giorni di corso per passare sugli aerei della compagnia di Toto mentre io sto a casa perché non vogliono pagarmi due soli giorni di formazione per rimettermi sul lungo raggio».




Cassa integrazione e nuovi contratti individuali. Un calvario senza tutela sindacale con il governo che fa il tifo per il padrone. Come si svolgono le cose lo racconta Irene, 48 anni, da 20 in azienda, famiglia monoreddito, due figlie al liceo e un mutuo da pagare: nel 1998, per il rinnovo contrattuale, i dipendenti dovettero accettare 26 milioni di lire in azioni con l'obbligo di tenerle per due anni, allo scadere non valevano più nulla e le banche pretesero il rientro dai prestiti dati con le cedole in garanzia. A gennaio viene convocata per firmare il nuovo contratto, assunta ma solo per tre mesi, poi c'è la cig, è troppo anziana per restare in servizio. Difficile inventarsi un futuro quando la depressione ti stringe la gola, scrive una lettera al personale. Mentre è in servizio la convocano di nuovo ma si rifiutano di dirle il perché. In fila, tra colleghi in lacrime e l'angoscia che sale, le ordinano di consegnare il contratto a un'impiegata pena l'espulsione dalla fila. Rifiuta, insistono, chiede di vedere il responsabile: sguardi ai limiti dell'insulto, il tagliagole di turno le comunica che non sono tenuti a dirle niente e di fare come le viene detto. Dopo due ore di coda, arriva nella stanza: una scrivania per Alitalia e una per Air One, sommersi e salvati, senza avvocati a consigliare, le consegnano il nuovo contratto dopo averlo confrontato con quello firmato in precedenza. Tutto qui.
Un segreto inutile da tenere solo per vederla scoppiare in lacrime, un piccolo sfoggio di potere per mostrare chi comanda, serve a chiarire che non si possono chiede cose come riposi fissi o l'applicazione della legge 104 del 2003, per l'esenzione dei genitori dal lavoro notturno e chissà quali altre tutele finite nel cestino. Per scoprirlo bisogna scaricare il contratto da internet, la Cai fornisce i link e alcune faq (frequently asked questions), stile ebay.

Pubblicato il 13/2/2009 alle 22.30 nella rubrica Articoli.

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