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Michela Valeri : tagli alla Thyssen, no dei sindacati

 <<No» secco dei sindacati metalmeccanici e delle Rsu della Tk-Ast di Terni all'ipotesi di 1.500 esuberi avanzata - secondo la Fem, il sindacato europeo di settore - dal cda dalla Steel, la società che controlla Thyssen Krupp, per le aziende tedesche del gruppo, con ristrutturazioni in vista anche nei siti italiani e francesi. In una nota congiunta, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic e Ugl, insieme alle Rsu del gruppo Thyssen Krupp Acciai speciali Terni e delle aziende che lavorano in appalto, «respingono con fermezza ogni ipotesi che possa riguardare eventuali e ulteriori riorganizzazioni e ristrutturazioni con esuberi di lavoratori nelle diverse aziende del gruppo». Riconfermano «la piena validità delle intese e degli accordi sottoscritti nelle settimane scorse per le modalità di gestione della cassa integrazione come strumento per affrontare la crisi economica e produttiva che investe le produzioni del gruppo, nella difesa dei livelli occupazionali e salariali». I sindacati di Terni, inoltre, «ritengono gravissimo ed inaccettabile quanto sta accadendo in Germania», anche per le «eventuali ricadute che potrebbero interessare altri siti europei e, per l'Italia, la Berco di Ferrara e la Tk-Ast di Terni». Sono infine gli stessi sindacati ad annunciare per martedì prossimo il previsto incontro con l'amministratore delegato di TK-Ast, Harald Espenhahn, per la verifica della situazione aziendale.
Più in generale sulla crisi, la Cgil è tornata ad attaccare il Governo e la sua politica dei rinvii. «Ritengo che il governo ha pensato di affrontare la crisi senza spendere, e peggio ancora senza un'idea in testa», ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, concludendo un convegno sul Mezzogiorno a Brindisi. «Questo governo - ha proseguito - è molto algido, pontifica molto ma non sta vicino alle piccole e medie imprese». «Perchè aspettare febbraio - ha aggiunto riferendosi ai settori in crisi, in particolare a quello dell'auto - non si potevano decidere gli aiuti a novembre? perchè arrivare sull'orlo del precipizio?». E la politica dei rinvii sembra non avere termine. Ieri il Cipe ha posticipato ogni decisione sulla ripartizione delle risorse per le opere pubbliche. 



Critico il giudizio del sindacato.
«L'ennesimo rinvio della decisione del Cipe sulla ripartizione delle risorse destinate alle infrastrutture conferma il fatto che il Governo non tiene in dovuto conto la gravità della crisi e gli effetti che produce sull'economia e sui lavoratori del settore edile, una gravità che invece richiederebbe interventi urgenti e tempestivi», ha affermato il segretario generale della Fillea Walter Schiavella. «Inoltre, se venissero confermate le anticipazioni apparse in questi giorni sugli organi di stampa ed alcune affermazioni del Ministro Matteoli nel merito delle scelte che assumerà il Cipe, saremmo di fronte a decisioni non solo tardive, ma insufficienti nella entità delle risorse e soprattutto nella effettiva disponibilità di cassa per il 2009, oltrechè squilibrate nella definizione delle priorità delle opere da realizzare, che finirebbero per l'ennesima volta per penalizzare il Mezzogiorno», ha aggiunto. Per Schiavella, infatti, non ci sarebbe traccia «di quelle opere davvero in grado di migliorare la qualità della vita delle comunità del territorio, come l'alta velocità sulla tratta Napoli Bari, la 106 jonica, la circumetnea, mentre si ripropongono cattedrali nel deserto come il Ponte sullo Stretto di Messina». Buon viso e cattivo gioco da parte del sindaco di Milano Letizia Moratti, per possibili ripercussioni sull'Expo. «Non sono assolutamente preoccupata - ha affermato a margine dell'inaugurazione dell'anno dello sport a Milano - ho parlato a lungo con il ministro Matteoli il giorno prima della riunione del Cipe e sono felicissima di quello che verrà portato al prossimo Cipe». Letizia Moratti ha voluto inoltre precisare che l'annullamento della seduta del Cipe è stata legata soltanto alla improvvisa scomparsa della sorella del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. «Come sapete il Cipe è stato spostato - ha detto il sindaco di Milano - per un lutto del presidente del Consiglio e non per altri motivi».

Pubblicato il 28/2/2009 alle 14.45 nella rubrica Articoli.

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