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Vendesi Gnègnè

 Non sapendo più cosa dire, Gnègnè si dà alla psicoanalisi ed impegna molte righe in questa disamina. Peccato che voleva chiamarsi Karl Kraus che della psicoanalisi non aveva una grande opinione. Ma Gnègnè di Karl Kraus non ha l'ironia nè la leggerezza. . Come un vecchio neotomista egli si lamenta del postmoderno pensando che il senso di "scienza" in Marx sia lo stesso di quello di un Comte qualsiasi, magari il tardo Comte adoratore del Grande Essere. Questo sguardo semplicistico Gnègnè lo confonde con la cultura e accusa me di ignoranza, semplicemente perchè io ammetto quel che non so, ma provo comunque ad esprimere quel che penso sulla base delle informazioni di cui dispongo e aspetto fiducioso che il mio interlocutore mi chiarisca (se può) le idee, sempre se ciò sia fatto con correttezza, onestà, modestia (termini ignoti da quelle parti). Putroppo l'arroganza non è sinonimo di maggior cultura, per quanto Gnègnè ne dispensi a iosa. Trattasi di uno Sgarbi in miniatura.



Anche nella polemica su cui lui ha voluto fare un ultimo tentativo, i difetti di Gnègnè fanno inevitabilmente capolino : il punto non è quale sia la percentuale che lo Stato voglia tassare o confiscare, il punto è se in un sistema capitalistico si possa limitare ad un proprietario la disponibilità di quel che possiede, senza alcuna rivoluzione bolscevica e in certi casi senza nessun esproprio. La mia risposta è sì, ma Gnègnè si affatica a fare le percentuali, ed a confondere esproprio e rivoluzione proletaria semplicemente perchè la sua necessità è quella di rendere iperbolica la tesi di Lunghini. Perchè lui di quello che ha detto Lunghini non vuole comprendere un cazzo. Lunghini per lui è l'ennesimo pretesto per l'ennesima pippa sulla cultura politica della sinistra e, volendo concedergli l'attenuante (o l'aggravante) dell'intelligenza, il modo per lamentarsi dell'assenza di marxisti e per attaccare così coloro che hanno a cuore la redistribuzione delle risorse e in un certo senso ambiscono a frenare l'accumulazione del capitale. Questi sono i veri nemici di Gnègnè. Perciò
Gnègnè è un sicario in vendita per coloro che vogliono la libera accumulazione di capitale.
Accattatavill'...!

p.s. Del porco non si butta via nulla. In compenso la carne del pavone ha un uso per di più ornamentale ed è, per alcuni autori, quasi immangiabile, a leggere qui

Pubblicato il 12/3/2009 alle 21.1 nella rubrica Comunismo.

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