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Fabrizio Salvatori : le previsioni dell'Ires

 

La ripresa? Un punto all'orizzonte che si allontana sempre di più. E anche i numeri della conferenza stampa di ieri organizzata dall'Ires-Cgil a corso d'Italia riconfermano questa sensazione. Come risponde il premier Berlusconi? «Non conosco i dati. E quindi non commento».
Se il 2010 era la data più probabile per il "fine corsa" della depressione economica, per l'Italia non sarà così, anzi. Da qui a quella data, l'Ires-Cgil prevede un milione di disoccupati e un prodotto interno lordo ridotto al -4% complessivamente. Ovviamente, sul banco degli imputati c'è la lentezza con la quale il Governo italiano sta rispondendo all'emergenza, e anche certe caratteristiche "strutturali" del mercato del lavoro, leggi flessibilità: il tasso di disoccupazione nel 2010 rischia infatti per la Cgil di salire fino al 10,1% ed anche nelle ipotesi più ottimistiche di arrivare al 9%. Ciò comporterebbe una perdita di 1 milione di posti di lavoro tra il 2007 e il 2010: solo nel 2009 si prevede infatti un calo di mezzo milione. I nuovi disoccupati, calcola l'Ires, porteranno il totale dei senza lavoro a 2,3 milioni nel 2009 e a 2,6 milioni nel 2010 (2,2 milioni nell'ipotesi più ottimistica). Il tutto mentre si allarga a 3,4 milioni di persone l'area della cosiddetta instabilità occupazionale: quel mondo di dipendenti a termine e di collaboratori vari su cui incombe di più il rischio di perdita di lavoro. 



«Sui possibili interventi sull'occupazione il Governo risponde che non ci sono le risorse ma con la nostra proposta fiscale si potrebbe avere 1 miliardo e mezzo di euro in più l'anno», dichiara Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, che è pronto ad illustrare le proposte di intervento del sindacato. Proposte che hanno origine da quella tassa di solidarietà che prevede un aumento dell'aliquota dal 43% al 48% per i redditi che superano i 150mila euro. Il provvedimento dovrebbe dare un gettito di un miliardo e mezzo, da redistribuire su tre inteventi fondamentali, a metà tra rinforzo degli ammortizzatori sociali per i dipendenti classici e di nuove tutele per gli atipici. Per prima cosa, il sindacato propone di estendere l'indennità di disoccupazione, che attualmente (secondo i dati del 2007) copre il 26,6% dei disoccupati, ad una platea allargata rispetto alle normative vigenti che include coloro i quali hanno versato contributi tra 17-51 settimane (stimabile al 35% del totale dei disoccupati). Secondo la Cgil la platea aggiuntiva di beneficiari dell'indennità è di 191 mila disoccupati, per una spesa aggiuntiva stimata di 663 milioni di euro.
La seconda proposta della Cgil riguarda il sostegno al reddito dei collaboratori, un intervento che coinvolgerebbe 171 mila lavoratori. La proposta prevede l'estensione ai redditi lordi annui compresi tra 1000 e 20mila euro, per un importo pari al 40% dell'ultimo compenso annuale (3200 euro importo medio del bonus). Si allarga così la platea a circa 95 mila collaboratori disoccupati in più, con una spesa aggiuntiva di circa 427 milioni di euro. L'ultima proposta della Cgil riguarda l'ampliamento degli importi massimi mensili Cigo, Cigs e indennità di mobilità. In particolare: da 886,31 a 1086,31 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile inferiore a 1917,48 euro e da 1065,26 a 1265,26 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile superiore a 1917,48 euro. Il sindacato sostiene che, ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e il 30% sopra i 1917,48 euro mensili, il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro. In base a queste proposte, che utilizzerebbero il ricavato della tassa di solidarietà per estendere misure straordinarie di sostegno al reddito contro la crisi ad una platea più ampia dei potenziali aventi diritto, la Cgil stima una spesa complessiva di 1768 milioni di euro.
Tornando all'analisi macroeconomica, nello specifico, dopo il calo dell'1% nel 2008 la Cgil si attende un drastico ribasso del Pil nel 2009 che dovrebbe raggiungere il 3%. Nel 2010 la diminuzione dovrebbe ridursi ad un -0,1%, portando la somma del triennio ad un -4%. La stima dell'Ires-Cgil è peggiore della più pessimistica stima fatta dal Res che nel triennio prevede un calo totale del 3,4%, derivante da una riduzione del Pil dello 0,8% nel 2008, del -2,5% nel 2009 e del -0,1% nel 2010. Per il 2009 il calo del Pil calcolato dai diversi istituti economici e istituzioni europee varia dunque da un -1% dell'Ocse al -2,5% del Res e all'oltre 3% del Ires.
Sui numeri, la vastità e la gravità della crisi economica in corso, commenta il segretario del Prc Paolo Ferrero, «la Cgil ha ragione a lanciare l'allarme e il premier Berlusconi mente».
«Proprio per questo non servono le elemosine una tantum, come quelle proposte dal Pd - ha aggiunto Ferrero - ma misure che aggrediscano le cause vere e profonde della crisi: patrimoniale, tassazione delle rendite, tassa di successione e, più in generale, più tasse ai ricchi con l'aumento strutturale delle aliquote, per aumentare salari e pensioni e garantire il salario sociale a tutti i disoccupati».

Pubblicato il 28/3/2009 alle 8.49 nella rubrica Politica.

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