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Riccardo Chiari : Piaggio lacerata sugli integrativi

 

Dodici assemblee in quattro giorni alla Piaggio di Pontedera, da lunedì scorso e fino a domani, di fronte a circa duemila operai e un migliaio di impiegati. Con da una parte la Fiom Cgil, compatta, che spiega il perché del suo «no» all'ipotesi di accordo integrativo. Una bozza di intesa firmata invece dalle altre sigle sindacali metalmeccaniche, che a loro volta si battono per il «sì» al referendum fra i lavoratori, fissato all'inizio della prossima settimana. Clima caldo, insomma, nella più grande fabbrica del centro Italia. Riscaldato ulteriormente dalla decisione dell'azienda di convocare mini assemblee degli impiegati, proprio mentre si svolgono quelle organizzate da Rsu e sindacati. «Un chiaro comportamento antisindacale - osserva Maurizio Landini della Fiom nazionale - nel solco di quanto il management Piaggio ha già fatto nel corso delle trattative per l'integrativo, per dividere i lavoratori». Il giudizio di Landini è anche quello del segretario generale Gianni Rinaldini, che annuncia: «Se alla Piaggio l'azienda dovesse persistere nelle sue iniziative, la Fiom darà corso alle conseguenti azioni legali a tutela dei diritti dei lavoratori. Perché ci troviamo di fronte a una evidente operazione volta a esercitare una pressione inaccettabile sullo svolgimento democratico del voto».
Secondo la Fiom, l'accordo per l'integrativo pone condizioni ancora peggiori dell'offerta fatta da Piaggio nell'ottobre scorso. Un'offerta all'epoca rifiutata dalla Rsu e da tutte le organizzazioni sindacali. Ma Landini sul punto puntualizza: «Per noi non è in discussione quanto ottenuto, unitariamente, nel corso delle trattative fino all'ottobre scorso. In altre parole su ambiente di lavoro, sicurezza, relazioni sindacali, e sull'organizzazione della produzione che comprende sia l'inquadramento dei lavoratori che l'occupazione con l'entrata definitiva dei contrattisti a termine, l'ipotesi di accordo è ok». Quello che alla Fiom non va giù sono le parti dell'integrativo che riguardano gli orari di lavoro e i salari. Più in dettaglio, sul primo punto Landini osserva: «Sulla turnistica, l'azienda intende applicare un modello di orario su 17 turni e non più su 15, con il sabato lavorativo. Il tutto dimezzando la percentuale della 'banca delle ore', che fino ad oggi prevedeva l'esenzione fino al 12% degli operai su ogni linea, mentre nella nuova bozza di accordo la percentuale si riduce al 6%».
In quanto agli stipendi, la Fiom sul punto è chiara: «Nell'ipotesi di integrativo in discussione ci sono meno soldi a disposizione dei lavoratori di quanto la stessa azienda aveva proposto in ottobre, al momento della rottura, unitaria, delle trattative. In pratica la bozza di accordo prevede per il 2008 un aumento di soli 51 euro lordi. Mentre per quest'anno e per i due successivi, in teoria, gli aumenti dovrebbero andare da 400 euro a 650 fino a mille euro nel 2011. Ma sono tutte cifre legate in pratica alle variabili sul premio di risultato. Insomma non solo sono pochi soldi in assoluto, ma sono anche legati a indicatori di produzione fissati dall'azienda».



Di questo si sta discutendo in Piaggio nelle assemblee. Durante le quali la Fiom fa anche due conti: «Dal sito ufficiale Piaggio - chiude Landini - vediamo che i bilanci consolidati segnalano guadagni netti per 170 milioni di euro negli ultimi tre anni. Poi che Roberto Colaninno e i due più importanti dirigenti Piaggio nel 2008 hanno guadagnato, in tre, 2.5 milioni. Infine che le stock option per i manager Piaggio sono costate all'azienda circa 7 milioni di euro».

Pubblicato il 28/3/2009 alle 16.28 nella rubrica Politica.

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