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Victor Castaldi : liberati i manager, riprendono le trattative

 

Abbiamo vinto? Non saprei, mi sembra presto per dirlo, ma certo abbiamo segnato un punto a nostro favore». Benoit Nicolas, delegato sindacale Cgt della Caterpillar di Grenoble non nasconde il proprio ottimismo, ma ci tiene anche a restare con i piedi per terra, sa bene che il conflitto sarà ancora molto lungo e difficile. Quando lo raggiungiamo al telefono le agenzie hanno battuto da poco la notizia che i quattro manager “trattenuti” per ventiquattr’ore dagli operai sono di nuovo liberi: hanno passato la notte sulla moquette di un ufficio della direzione e al mattino sono stati svegliati dai lavoratori con croissant caldi e caffè e la notizia che la trattativa era stata sbloccata.
«Abbiamo ottenuto molti impegni dai vertici europei e americani del gruppo - spiega ancora Nicolas - ora dovremo verificare che vengano rispettati. Ci hanno promesso che i lavoratori perderanno una minima parte del salario con la cassa integrazione e che non ci sarà nessun
licenziamento. Per questo abbiamo deciso di sospendere l’occupazione degli uffici e abbiamo ripreso a trattare». E i quattro dirigenti bloccati dagli operai sono potuti tornare a casa.
Si è concluso così il terzo “sequestro” del genere avvenuto in Francia nelle ultime settimane, dopo quelli dei dirigenti di Sony France e dell’azienda 3M. Ieri, a fare le spese del duro clima sociale che si respira da alcuni mesi in Francia era stato il patron del gruppo del lusso Ppr, Francois Henri Pinault, bloccato per un’ora in un taxi, a Parigi, da una cinquantina di dipendenti in stato di agitazione contro la prospettiva del licenziamento. «Non sappiamo ancora se torneremo a occupare l’azienda - ci racconta ancora al telefono il delegato della Cgt, la maggiore confederazione sindacale del paese - ora serviva mettersi attorno a un tavolo e lo abbiamo fatto». L’azienda di Grenoble, leader mondiale delle macchine per cantieri, sta infatti discutendo da tempo di un piano di ristrutturazione che prevede 733 licenziamenti su un totale di 2.800 lavoratori presenti oggi nello stabilimento di Grenoble. Tra i segnali che hanno contribuito a sbloccare la situazione della  Caterpillar c’è stato probabilmente anche quello lanciato dal Presidente della Repubblica Nicolas Sarkzoy che, in partenza per il vertice del G20 di Londra, si era detto deciso, in un’intervista radiofonica, a «salvare lo stabilimento e difendere i posti di lavoro». La crisi della Caterpillar, aveva però aggiunto il Presidente, è globale e arriva a seguito della caduta di domanda di costruzioni - solo in Usa in diminuzione dell’80% -. Così l’azienda ha annunciato già a gennaio la soppressione di 22mila posti di lavoro, tra cui i 733 di Grenoble, su un totale di 113mila dipendenti in tutto il mondo. Le parole di Sarko avevano conosciuto subito anche un piccolo pendant politico, visto che al leader del centrodestra transalpino aveva replicato l’ex candidata socialista all’Eliseo Segolene Royal che aveva replicato con tono sarcastico: «Con me all’Eliseo Caterpillar e altre aziende che rischiano la chiusura sarebbero salve».



Per il momento il peggio sembra essere stato evitato, ma il confronto tra i rappresentanti dei lavoratori e la direzione della Caterpillar France resta serrato. I negoziati sul piano di ristrutturazione sono ripresi già ieri - terminato il blocco della fabbrica - alla presenza
di dirigenti europei e statunitensi del gruppo, oltre ai quattro ex “sequestrati” e dei rappresentanti del Ministero del lavoro francese. Secondo la stampa economica d’oltralpe le trattative non riusciranno probabilmente a salvare tutti i posti di lavoro minacciati di soppressione, ma potranno offrire migliori condizioni economiche ai lavoratori destinati ad andare via. Di altro avviso, naturalmente, il sindacato. «La direzione ha accettato anche di pagarci i tre giorni di sciopero, è un fatto storico - ci dice Benoit Nicolas - Sarkozy ha detto che garantisce lui per l’azienda e i nostri posti di lavoro. Per il momento stiamo a quello che ha dichiarato. C’è un calendario per la trattativa, gli incontri sono già cominciati, non dobbiamo essere pessimisti. Anche perché noi siamo pronti a riprendere la nostra lotta in forme anche più dure. Il nostro obiettivo è sempre stato chiaro: licenziamenti zero».

Pubblicato il 8/4/2009 alle 21.5 nella rubrica Articoli.

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