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I vicoli ciechi dell’opposizione : la satiriasi del premier

 

Il numero recente di Micromega dedica ampie pagine alla satiriasi del premier, con dotte relazioni di Eva Cantarella e dialoghi psicoanalitici tra Lidia Ravera e Sergio Molinari. A mio parere questo accanimento rappresenta uno dei molti esiti squallidi della politica di opposizione qui in Italia. Invece di approfondire l’impatto specifico che la crisi economica sta avendo nel nostro paese, invece di prefigurare le conseguenze che l’assetto federalista può avere sul meridione dell’ Italia, invece di studiare gli effetti a lungo termine dei tagli a settori cruciali quali scuola, ricerca e sanità, politici, giornalisti ed intellettuali si interrogano sulle voglie di Silvio Berlusconi. 



Dunque essi vengono meno ad una impostazione culturale che privilegia l’analisi sistemica della struttura socio-economica italiana, la descrizione di processi in genere rimossi dai mass media, per abbracciare invece proprio la cultura berlusconiana nel momento in cui concentra l’attenzione sul leader, sull’individuo che decide delle sorti del paese nel bene o nel male. Senza contare che tale individualistica e falsificante rappresentazione tende a valorizzare la figura di un uomo di governo che non è mai riuscito ad essere uomo di stato, attribuendogli doti virili che rischiano di rilanciarlo agli occhi di un elettorato disperato e desideroso di menzogne.

In questo modo l’assenza dalla scienza politica di piccoli partiti più a sinistra, i soli che tentano goffamente di sostituire il metodo dominante dell’analisi politica, assume un incidenza negativa assai maggiore di quella desumibile dai numeri. Questo è l’ultimo frutto marcio della vocazione trasformista del gruppo dirigente del partito di opposizione che sinora riceve più consensi elettorali.

 

Pubblicato il 1/10/2009 alle 18.51 nella rubrica Politica.

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