Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Cesare Pavese : una generazione (seconda parte)

Domattina i ragazzi ritornano in giro
e nessuno ricorda il clamore.
In prigione operai in silenzio
e qualcuno già è morto.
Nelle strade ricoprono
le macchie di sangue.
La città di lontano
si sveglia nel sole.
La gente esce fuori
e si guardano in faccia.
I ragazzi a quel tempo
giravano in strada
e guardavano in faccia le donne.
Le donne pure non dicevano nulla
e lasciavano fare.
I ragazzi pensavano al buio dei prati
dove qualche bambina veniva.
Era bello far piangere
le bambine nel buio :
eravamo i ragazzi.
La città ci piaceva di giorno.
La sera, tacere e guardare
le luci in distanza
e ascoltare i clamori.



Vanno ancora i ragazzi a giocare
nei prati dove giungono i corsi.
La notte è la stessa
ed a passarci si sente
l'odore dell'erba.
In prigione ci sono gli stessi.
E, come allora,
ci sono le donne
che fanno bambini
e non  dicono nulla.

Pubblicato il 6/8/2010 alle 19.38 nella rubrica Filosofia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web