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Boyer : la crisi del 1929 come prima crisi che non si regolamenta da sé ?

La crisi del 1929 si apre negli Usa con il gigantesco crollo della borsa di Wall Street. Questa catastrofe finanziaria è essa stessa il riflesso ritardato di un inizio di ripiegamento dei tassi di profitto realizzati e scontati in una congiuntura di superspeculazione sganciata dai fenomeni economici reali. Con il crack finanziario si innesca la depressione, di una durata e di una intensità senza precedenti, estendendosi rapidamente dagli Usa all’Europa attraverso gli effetti della contrazione del commercio estero e delle esportazioni di capitali. Tra il 1929 e il 1932 (punto più basso della crisi), la produzione industriale mondiale regredisce di più del 50%, i prezzi industriali all’ingrosso cadono del 35%, il numero dei disoccupati nel 1933 raggiunge i 30 milioni, negli Usa la disoccupazione è al 25%.

La depressione si amplifica senza che nessuno dei meccanismi classicamente considerati come fattore di ripresa sembri mettersi in azione. Il sistema economico pare incapace di trovare la strada della ripresa da sé. Ed effettivamente la depressione degli anni ’30 è la prima nella storia del capitalismo a non aver conosciuto una ripresa spontanea. In tal modo la crisi classica non gioca più il suo ruolo di regolatore dell’attività economica nel lungo periodo. Se ciò è vero, significa forse che il capitalismo non è più allora ciò che è stato prima

Pubblicato il 24/8/2010 alle 12.9 nella rubrica Comunismo.

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