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La crisi di fine '800 e il fordismo

La grande depressione della fine del 1800 era stata specialmente negli Usa il crogiuolo di una prima fase della grande trasformazione del capitalismo del 1800, relativamente concorrenziale e fondato sulla piccola e media impresa, nel capitalismo delle grandi imprese o capitalismo oligopolistico, capace di influire sulle condizioni del mercato (cosa che le piccole imprese non potevano fare). La concentrazione industriale ha come scopo economico le cosiddette economie di scala. Agiscono fortemente anche le conseguenze, catastrofiche per il capitale, della concorrenza di fronte ad un mercato del lavoro sul quale i lavoratori si presentano sempre più coalizzati. Ciò tende ad abolire il processo di restaurazione del tasso di profitto per mezzo dell’abbassamento del salario durante le depressione e quindi il processo di regolazione per mezzo della crisi. La concentrazione industriale è anche, in una congiuntura particolarmente difficile per il capitale, di fronte ad un movimento operaio forte e talvolta radicalizzato e concentrato in grandi fabbriche dove si sperimenta una forma interamente nuova di organizzazione del lavoro : il taylorismo, con le famose catene di montaggio. Nuove forme di capitalismo si costituiscono dunque su una base al tempo stesso tecnica (la seconda rivoluzione industriale) economica (le imprese giganti) sociale (il taylorismo) politica (l’appoggio dello stato alle grandi imprese) culturale (l’ideologia produttivistica e l’apologia dell’imprenditore). Questa nuova fase porta in America alla sconfitta del the noble order of the knights of labor che aveva più di 700.000 membri, esercitò una grande influenza dal 1875 al 1886 sull’opinione pubblica e mirava alla trasformazione del sistema capitalistico americano in una comunità socialista. Tale organizzazione sarà spazzata via e i suoi capi giustiziati a Chicago nel 1886. Tale sconfitta soprattutto negli Usa designò un nuovo ordine produttivo e consentì il superamento delle contraddizioni di un sistema seriamente contestato e minacciato.

 

 

Questa grande mutazione ha prodotto la matrice di una nuova espansione e con essa nuovi modi di vita modellati dalla forma data alla rivoluzione tecnologica : questa espansione dal contenuto nuovo si realizza intorno alle industrie elettriche, chimiche e automobilistiche e gli Usa vincitori della prima guerra mondiale sono i leader. Qui si producono durevolmente le innovazioni e le forme nuove e qui appariranno le prime grandi catene di montaggio nell’industria automobilistica con l’organizzazione del lavoro detta fordista (1913). Questo tipo di organizzazione si diffonderà a partire dal 1920 e costituirà il mezzo scelto allora dal capitale per innalzare la produttività apparente del lavoro, attraverso l’accrescimento della sua intensità, contemporaneamente alla produzione ed al profitto. Da quel momento sono riunite tutte le condizioni della produzione di massa.

 

Pubblicato il 25/8/2010 alle 16.11 nella rubrica Comunismo.

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