Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Il New deal come esito intermedio del conflitto di classe

Nella fase storica in cui era giunto il capitalismo occorreva far ricorso a procedure completamente diverse da quelle precedenti. Per necessità di coerenza strutturale, poiché le condizione di una produzione di massa standardizzata cominciano ad essere presenti ed operanti, sono dunque le condizioni di un consumo di massa corrispondente che avrebbero dovute essere messe in atto. Ciò, in una società in cui i salariati occupano una parte in crescita della società, suppone un accrescimento del potere d’acquisto e dunque una nuova politica salariale. Henry Ford aveva avuto tale intuizione già nel 1913, di fronte al rifiuto della catena di montaggio da parte degli operai : il 1 gennaio 1914 egli raddoppia i salari pagando così la stabilità dell’occupazione senza la quale non avrebbe potuto proseguire la sua attività e solo più tardi egli raggiungerà il suo obiettivo. Ma sarà soprattutto la politica del presidente Franklin Delano Roosevelt a porre storicamente i primi punti di riferimento per una strategia interamente nuova. Keynes è il primo a presentare una teoria generale della situazione e del suo sbocco preconizzando una politica di rilancio vigoroso della domanda effettiva.

 

 

Queste soluzioni si collocano su due piani complementari dal punto di vista dell’istituzione di un nuovo processo regolatore :

·         La messa in atto di un’articolazione funzionale tra produzione di massa e consumo di massa, designata con il termine fordismo da Antonio Gramsci e ben analizzata da M. Aglietta.

·         La messa a punto di forme nuove d’intervento degli stati mediante politiche sistematiche di regolazione congiunturale e di gestione globale delle forze del lavoro.

Non si tratta di una geniale intuizione o di un’analisi logica : questo processo appare soprattutto come il risultato di antagonismo, di interessi e di conflitti sociali, dunque di rapporti di forza stabiliti nella crisi tra capitale e lavoro : l’innovazione maggiore nasce ancora una volta dal conflitto. Consideriamo infatti un elemento chiave del New Deal e cioè quello che prevedeva in particolare la riduzione dell’orario di lavoro, la fissazione di un salario minimo ed il riconoscimento legale delle organizzazioni sindacali. Queste misure fondamentali sono state prese sotto la pressione della potente ed attiva federazione dei minatori della AFL contro una vigorosa resistenza padronale. Quest’ultima continuava ad opporsi all’applicazione delle misure in questione durante due anni di intensi conflitti sociali, che culminarono finalmente nel luglio 1935 in una grande legge (il Wagner Act) che istituisce definitivamente un nuovo diritto sociale. Il New Deal appare così più realisticamente un insieme di misure, messe a punto procedendo a tentoni ed in modo conflittuale, che realizzano una specie di compromesso tra gli elementi più avanzati del movimento operaio (che creeranno una nuova confederazione operaia, il Cio) e la frazione più cosciente del padronato sotto l’arbitrato dello stato.

I lavoratori però dovranno in un certo senso pagare l’aumento del loro potere d’acquisto e la riduzione del tempo di lavoro con l’accettazione della generalizzazione dell’organizzazione fordista e del loro inserimento in un modello di consumo di cui non possono afferrare il senso. Sarà un doppio processo di alienazione in quanto la borghesia industriale giungerà fino a far interiorizzare dai lavoratori i suoi propri valori e la sua propria razionalità economica. Quanto al capitale esso ne trae vantaggio sia dal punto di vista della domanda effettiva, sia dal punto di vista dell’aumento della produttività e del controllo sociale. Questo compromesso storico che è il New Deal fa entrare la dinamica economica del capitalismo in un era nuova : quella per cui la salvaguardia del tasso di profitto nel medio e lungo termine passa per l’incremento del tasso di salario e la riduzione della disoccupazione.

Il sistema economico si ritroverà ricostituito e trasformato dagli elementi analizzati, unitamente alla ripresa di un forte movimento di concentrazione industriale durante la depressione e alla elaborazione di innovazioni in materia sia industriale sia agricola, che saranno perseguite durante la guerra e costituendo un nuovo ordine produttivo. Così il capitalismo monopolistico sarà in grado con la seconda guerra mondiale per gli Usa e il dopoguerra per gli altri paesi capitalistici di imboccare una nuova e poderosa fase di espansione lunga.

 

Pubblicato il 1/9/2010 alle 9.28 nella rubrica Comunismo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web