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Rivoluzione tecnologica e onde lunghe ; l'analisi neoschumpeteriana della crisi degli anni Settanta

Su quest’ultimo tema elementi particolarmente utili sono apportati dai lavori ispirati all’economista Frieman (in collaborazione con Clark e Perez). Questi autori ritengono che i cicli lunghi corrispondano ad una successione di paradigmi tecnico-economici (Perez) percepiti come elementi essenziali nella teoria delle onde lunghe di Schumpeter. Il cambiamento di paradigma significa una trasformazione radicale del sistema di pensiero che prevaleva in quasi tutte le industrie in materia di ingegneria e di gestione per l’ottenimento di produttività e profitti elevati. Il nuovo paradigma appare e si sviluppa dapprima all’interno del precedente, mostrando progressivamente i suoi decisivi vantaggi nel corso della depressione lunga. Esso è chiamato, allo sbocco di questo periodo a suscitare numerose innovazioni radicali e migliorative, ossia molteplici nuovi sistemi tecnologici e di conseguenza a stabilire un nuovo regime tecnologico dominante. Ma ciò non si verifica che dopo una crisi di aggiustamento strutturale che implica la sostituzione delle assi motrici dell’economia, così come profondi cambiamenti istituzionali e sociali. Per Carlotta Perez la depressione lunga è il sintomo di una rilevante disarmonia tra il sotto-sistema tecnologico ed il quadro socio-istituzionale, mentre l’espansione lunga corrisponderebbe ad una interazione positiva tra le due sfere. Di conseguenza la depressione diventerebbe un processo di distruzione creatrice non solamente nella sfera produttiva, ma anche nelle sfere sociali ed istituzionali. All’interno di ogni nuovo paradigma, precisano Freeman e Perez, si trova un input o un insieme di input particolari che appare come il fattore chiave del paradigma e soddisfa tre grandi condizioni : un costo relativo poco elevato e rapidamente declinante, una disponibilità nel lungo periodo apparentemente illimitata, una suscettibilità ad essere impiegato in numerosi processi produttivi. Così il ruolo di fattore chiave sarebbe stato giocato successivamente :

·         Dal basso costo del lavoro e del cotone durante la rivoluzione industriale

·         Dal basso costo del carbone e dei trasporti a vapore verso la metà del 1800

·         Dal basso costo dell’acciaio per la terza espansione lunga

·         Dal basso costo del petrolio e dei suoi derivati per l’espansione del secondo dopoguerra

 

 

Per Freeman e Perez ciascuno di questi fattori esiste ed è utilizzato molto prima che il nuovo paradigma si sviluppi. Tuttavia tutte le sue potenzialità non sono riconosciute ed esso non è messo in grado di soddisfare le condizioni precedentemente indicate se non quanto il fattore chiave anteriore e le costellazioni di tecnologie ad esso relative raggiungono i limiti della loro capacità di consentire nuovi incrementi della produttività e nuovi investimenti profittevoli. I limiti alla crescita sotto il vecchio paradigma, divenendo sempre più evidenti, generano una ricerca attiva e prolungata di soluzioni, nel corso di un periodo di transizione ( la depressione dell’onda lunga) caratterizzata da profondi cambiamenti economici, istituzionali e sociali. Secondo questi autori la crisi attuale sarebbe propriamente una transizione tra un regime tecnologico fondato sul petrolio a buon mercato e sui suoi derivati, condotto da imprese gigantesche orientate verso la produzione di massa, ed un regime nuovo in corso di formazione sulla base di strumenti microelettronici a basso costo (e di una organizzazione produttiva ad alta intensità d’informazione, capace di legare design, produzione, gestione e marketing in sistemi integrati al di là della mera automazione. I settori dell’elettronica e dell’informazione, capaci di produrre in modo flessibile e rapidamente trasformabile con attrezzature che integrano sempre più largamente l’elaboratore diventano per Freeman e Perez le nuove industrie motrici. Gli elementi costituivi di questo nuovo regime tecnologico destinato a diventare dominante negli anni ’90 si sono formati progressivamente quando il vecchio regime era ancora dominante. L’interesse delle ricerche di Freeman sta nell’esplicitare la nozione di rivoluzione tecnologica mettendo l’accento sui lunghi processi necessari prima che s’imponga un nuovo paradigma (a sua volta imperniato su di un fattore chiave), e poi un nuovo regime tecnologico che corrisponda alla messa in atto del paradigma su grande scala e dia impulso ad una nuova fase di espansione. Dunque le rivoluzioni tecnologiche possono esprimersi non soltanto con grandi onde discontinue di importanti innovazioni poiché traducono, intorno a nuova basi tecniche, il trionfo graduale di un paradigma. Questi lavori arricchiscono l’analisi dei ritmi lunghi, ma si muovono in uno spazio troppo ristretto, da cui sono escluse le istanze di tipo sociale. Il loro tipo di approccio suppone uno sviluppo tecnologico univoco che gioca da solo il ruolo determinante.

Vi sono convergenze in intenzionali e complementarità tra le posizioni di Mandel e quelle di Freeman, come tra queste e quelle dei regolazionisti e dei radicali americani, ognuna delle quali rafforzano il carattere esplicativo dell’altra. Accade infatti che un regime di accumulazione non può funzionare se non si regge su di un regime tecnologico e dunque su un paradigma tecnico-economico dominante (Freeman), i quali suppongono una forma di organizzazione del lavoro strettamente legata ad un sistema specifico di macchine (Mandel) ma più in generale esso implica l’esistenza e l’efficacia di istituzioni regolatrici (radicali e regolazionisti). E sulla base di una complessa combinazione di questo tipo che si costruisce la nozione di ordine produttivo. Questi diversi tipi di ricerca ci sembrano indispensabili e complementari. Tuttavia le onde lunghe possono raggiungere uno statuto scientifico indiscutibile come i cicli classici solo nella misura in cui un trattamento adeguato dei dati acquisterà senso pieno nel quadro dell’elaborazione di uno schema esplicativo coerente ed endogeno. Questo dovrà costituire un fondamento teorico pertinente di analisi, legato alla comprensione della dinamica dell’insieme delle economie capitalistiche.

 

 

Pubblicato il 17/9/2010 alle 9.33 nella rubrica Comunismo.

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