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Il commercio tra paesi capitalistici secondo la Luxemburg

A proposito delle tesi della Luxemburg va detto che il commercio tra due economie capitalistiche va assimilato al commercio interno, ma ciò dipende anche dal punto di partenza. Se si intende per economia capitalistica un economia aperta ad altre economie capitalistiche, l’esportazione risolve a breve il problema del plusprodotto. Se invece si intende per economia capitalistica il complesso di tutti i sistemi-paese capitalistici allora l’esportazione è possibile solo verso paesi non capitalistici. Tale ambiente però viene eroso solo se si trasferiscono capitali che diano luogo a rapporti capitalistici e non se si esportano semplicemente merci. Ovvio che a questo punto la domanda delle merci che l’economia capitalistica produce in eccesso presuppone una ricchezza già data. Inserendo un economia capitalistica nel tempo questa ricchezza già data è possibile ipotizzarla.

 

 

Il problema è vedere per quanto tempo possa sostenere la domanda che dovrebbe assorbire il plusprodotto.

Nel caso della crisi attuale, ci sono :

·         lavoratori americani a bassi salari,

·         un plusprodotto delle imprese Usa,

·          lavoratori cinesi a bassi salari

·         un plusprodotto delle imprese cinesi.

Ora

1.      le imprese americane di mezzi di produzione ed il capitale americano esportano capitali in Cina, con i quali le imprese cinesi producono beni di consumo il cui eccesso viene esportato in Usa a prezzi più bassi consentendo il consumo degli operai americani (per cui con i salari Usa si riescono a comprare le merci cinesi).

2.      Il profitto delle imprese cinesi viene reinvestito i titoli di Stato americani che consentono indirettamente di aumentare il credito agli operai americani per l’acquisto del plusprodotto Usa di beni di consumo (case).

Ovviamente l’equilibrio è instabile : c’è un debito pubblico Usa, c’è un eccesso di investimento in beni capitali da parte sia degli Usa che della stessa Cina, eccesso che dovrà essere a sua volta esportato. Insomma la crisi capitalistica viene rinviata di volta in volta, anche se non può esserlo indefinitamente.

 

Pubblicato il 14/9/2010 alle 12.18 nella rubrica Comunismo.

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