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Le tesi di Kalecki

In questi anni in cui l’area socialista si era estesa e le lotte anticoloniali si erano acuite, ci sono stati degli studi che cercano di utilizzare gli strumenti analitici di Keynes allo scopo di costruire un modello dell’evoluzione di un’economia di mercato da cui poter trarre precise indicazioni sulle cause della crisi periodica di sovrapproduzione ossia della recessione. In tal modo si pensava che sarebbe dovuto diventare possibile intervenire tempestivamente e non solo per portare rimedio alle crisi, ma anche per impedire che scoppino.

 

 

Uno dei primi modelli matematici è quello di Michail Kalecki, il quale parte dal presupposto che l’investimento dipenda dai saggi di profitto previsti, i quali a loro volta dipendono dal saggio corrente del profitto : più il profitto è grande e più l’attrezzatura in capitale esistente è piccola, più grandi saranno i saggi di profitto attesi dai nuovi investimenti. Kalecki utilizza anche lui la teoria del moltiplicatore e sostiene che i profitti dipendono dagli investimenti, poiché il risparmio dei capitalisti deve essere uguale all’investimento. Contemporaneamente sostiene altresì che occorre un determinato  volume di profitti perché venga a formarsi una data quantità di risparmio. L’autore ammette infine che l’attrezzatura esistente dipende dall’investimento realizzato in un precedente periodo di tempo. L’idea di Albert Aftalion sulla funzione del tempo necessario alla costruzione delle attrezzature sta evidentemente al centro di una simile spiegazione e Kalecki la combina con l’ida classica dell’influenza del saggio del profitto sull’investimento e con la teoria del moltiplicatore. Kalecki però riteneva che la propensione al risparmio fosse solo il rapporto tra risparmio stesso e profitto, in quanto pensava che il risparmio fosse solo opera dei capitalisti.

Poco tempo dopo i lavori di Kalecki, l’economista americano Alvin Hansen avanzò un suggerimento che, per spiegare il ciclo, tendeva a combinare il meccanismo del moltiplicatore con il principio dell’accelerazione di Clark, trascurando la considerazione della durata di costruzione delle attrezzature. Come Kalecki, Hansen utilizza la teoria del moltiplicatore, introducendo un intervallo di tempo tra il momento in cui viene a formarsi un reddito e quello in cui aumenta il consumo. L’investimento tende a determinare un aumento del reddito nazionale che è uguale ad n volte il suo ammontare. Ma un simile incremento si realizza progressivamente e soltanto se l’investimento viene rinnovato di continuo in ogni periodo di tempo. Durante la fase necessaria al verificarsi di un tale processo si ha dunque in ogni periodo un consumo che dipende dal reddito della fase precedente.

 

Pubblicato il 28/10/2010 alle 11.39 nella rubrica Comunismo.

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