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Schumpeter e Rostow

Schumpeter invece dà all’innovazione tecnica una rilevanza maggiore e dunque contesta le tesi stagnazioniste e nega il ruolo svolto dalla conquista dei mercati esteri nello sviluppo delle economie capitalistiche. Egli ritiene che sia assolutamente gratuito ritenere che le iniziative suscettibili di sostituire le colonizzazioni vengano ad essere inevitabilmente meno importanti quale che sia il significato che si vuole attribuire a questo aggettivo. Al contrario è possibile per Schumpeter che la conquista dell’aria possa avere una importanza superiore a quella dell’India : non bisogna confondere le frontiere economiche con quelle geografiche. Per Schumpeter le analisi marxiste dell’imperialismo sono solo divagazioni perché i grandi gruppi hanno esercitato assai scarsa influenza sulla politica estera ed anzi essi si uniformano alla politica dei loro paesi piuttosto che non determinarla secondo i loro interessi. A suo giudizio sebbene non ci sia da temere una scomparsa delle occasioni di investimento, il capitalismo verrà comunque meno, ma le ragioni sono sociologiche giacchè si tratterebbe della decomposizione della borghesia. Secondo Schumpeter la remunerazione del capitale è essenzialmente la ricompensa delle innovazioni realizzate dagli imprenditori dinamici. Ma il progresso tecnico diviene sempre più il monopolio di specialisti addestrati che lavorano su ordinazione facendo diminuire progressivamente i redditi della borghesia che si ridurranno a salari analoghi a quelli che remunerano le normali mansioni amministrative. Il potere della borghesia diminuirà nella stessa misura dei suoi redditi e sarà così la fine del capitalismo. La tesi di Schumpeter, secondo Denis, deriva dalla tesi del reddito del capitale : se il profitto non è un prelievo sul valore creato dal lavoro e se invece è solo la giusta remunerazione dell’imprenditore che innova, allora è chiaro che la burocratizzazione del processo di innovazione tecnologica deve effettivamente determinare il progressivo venir meno dei profitti.

 

 

W. W. Rostow distingue nell’evoluzione economica e sociale di ogni regione del mondo le seguenti fasi :

·         Società tradizionale

·         Condizioni per il decollo

·         Decollo

·         Progresso verso la maturità

·         Era del consumo di massa

Egli ha lo scopo di stabilire che la storia sociale è sempre la stessa in tutte le parti del mondo ed in tutte le situazioni, sicchè quella attuale si spiega semplicemente in base a determinati scarti cronologici e determinati ritardi che caratterizzano alcune regioni del globo rispetto alle altre. Tale tesi però viene a negare deliberatamente che il progresso degli uni e il ritardo degli altri possano essere dei fenomeni complementari la cui contrapposizione costituisce la caratteristica fondamentale del periodo storico in cui ci troviamo a vivere.

Rostow sull’imperialismo afferma che mentre il colonialismo è praticamente morto, il capitalismo ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Secondo Denis però tutto questo non significa che sia finito lo sfruttamento economico dei paesi sottosviluppati. Per convincersene basterà dare uno sguardo alle cifre relative allo sviluppo degli scambi tra zone industrializzate e paesi sottosviluppati.  Del resto, dice Denis, quando Rostow ha descritto l’economia britannica del 1800 ammette il ruolo dell’apertura dei mercati di Cina, Asia ed Africa nella risposta al problema della sovrapproduzione e descrive anche la consapevolezza dei gruppi delle grandi imprese nel vedere nelle colonie una possibilità di salvezza. Per Denis la teoria di Rostow è una ideologia che consente ai gruppi dirigenti dei paesi sottosviluppati di credere in un futuro decollo.

Rostow dichiara che il saggio di sviluppo di un’economia dipende da :

·         La propensione a sviluppare la scienza di base

·         La propensione ad applicare la ricerca scientifica ai fini economici

·         La propensione ad accettare le innovazioni

·         La propensione a ricercare il benessere materiale

·         La propensione a consumare

·         La propensione ad avere figli

Secondo Denis si può riassumere la teoria di Rostow dicendo che per lui il progresso dipende dalla propensione a progredire. Anche le sue raccomandazioni alle nazioni sottosviluppate sono assolutamente vuote in quanto egli afferma di fatto che non c’è progresso perché non si desidera il progresso. La sua ideologia liberista secondo Denis lo porta anche a richiedere un intervento dello stato a livelli minimali.

 

 

Pubblicato il 4/11/2010 alle 12.1 nella rubrica Comunismo.

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