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Gli inizi dell'evoluzione umana

Secondo alcune teorie paleontologiche l’utilizzo delle mani svincolate dalla deambulazione consentì ad alcuni ominidi di accelerare la propria evoluzione : le mani, oltre a permettere un più rapido approvvigionamento del cibo, con il passare del tempo permise l’uso e la costruzione di utensili. I cosiddetti australopitechi gracidi (africani) innescarono la più grande rivoluzione culturale del regno animale, quella che si chiama evoluzione esosomatica la quale non avviene mediante modificazioni corporee, ma grazie all’utilizzo di manufatti. Questo fu possibile proprio in quanto tali ominidi risultavano incapaci di procurarsi il cibo con la forza, essendo privi di proprietà corporee (zanne, unghie) che consentissero loro di farlo.

 

 

Moltissimi animali fanno uso di strumenti. Ma solo l’uomo riesce ad utilizzare un utensile per fare uno strumento :gli scimpanzé usano martelli di pietra per schiacciare le noci. Ma fu solo un ominide quello che prese una pietra e con questa ne percosse un’altra per trarne una scheggia tagliente ed un nucleo che gli consentissero di sfruttare le risorse della savana. La scheggia pulisce cortecce, sventra tuberi, taglia rami. Il nucleo trita semi, scava il suolo, tagliuzza radici, rompe ossa. L’uso combinato di entrambi sostituisce a meraviglia zanne ed unghie. I più antichi strumenti conosciuti sono alcuni piccoli frammenti di quarzite provenienti dall’Etiopia, e che hanno 2,5 milioni di anni. Essi rappresentano la separazione definitiva tra l’Australopithecus e l’homo. L’Australopiteco africanus è probabilmente l’antenato dell’homo habilis. Quest’ultimo aveva un cervello in espansione contenuto in una calotta cranica tendenzialmente arrotondata, la riduzione delle cavità orbitali e delle dimensioni dei denti ed una maggiore proporzione delle parti del corpo. Molto probabilmente questo ominide faceva uso di un linguaggio gestuale, accompagnato da segnali vocali semplici, ma nel suo cervello c’erano già i presupposti necessari all’evoluzione del linguaggio simbolico attraverso l’uso di parole. Tuttavia l’homo habilis, avendo braccia comunque lunghe rispetto alle gambe, manteneva almeno nelle braccia la capacità di arrampicarsi sugli alberi : da un lato essi usavano strumenti di basalto e quarzite per scavare radici o stanare insetti. Ma al primo segnale di pericolo essi si potevano rifugiare sulle cime degli alberi. Dopo l’homo habilis si sviluppò la specie dell’homo erectus che aveva un volume cerebrale di poco inferiore al nostro però con un cranio basso di profilo e molto allungato all’indietro e con le orbite oculari molto pronunciate, tutte proprietà in controtendenza evolutiva. L’homo erectus è un individuo alto, proporzionato, con un cranio pronunciato ed un fisico robusto. Egli con la tecnologia ereditata dall’homo habilis sarà il protagonista assoluto dell’evoluzione umana, userà il fuoco, indosserà degli indumenti, comincerà a parlare, costruirà capanne e userà strumenti bifacciali. Egli raffinerà la tecnologia della lavorazione della pietra, inventando l’amigdala e cioè un ciottolo lavorato su entrambe le facce e dunque tagliente da entrambi i lati : esso era difficile da usare proprio perché molto tagliente e dunque non veniva usato per scuoiare gli animali o in genere come coltello, ma serviva per scavare radici o per tritare vegetali. L’homo erectus fu anche quello che cominciò ad usare consapevolmente il fuoco, inizialmente non tanto per la cottura dei cibi quanto per sconfiggere il freddo e rischiarare il buio. Probabilmente attorno al fuoco acceso si alimentò la funzione narrativa e dunque si sviluppò il linguaggio parlato e la trasmissione culturale.

 

Il rapporto della mano con la civilizzazione è implicito non solo nei moderni studi antropologici, ma anche nella filosofia di Giordano Bruno e nel nome accadico del territorio che ha visto la culla della civiltà urbana e cioè Sumer (terra coltivata ?) dove sembra esserci la radice sumerica “su (sciu)” che significa “mano”.

Inoltre è’ in realtà controverso asserire che gli animali non si sappiano costruire utensili, in quanto l’esempio dell’uomo primitivo che con una pietra modella un’altra pietra è piuttosto specifico (l’uccello che costruisce un nido, non costruisce uno strumento per consentire la gestazione della uova ?). E’ meglio dire che l’uso della mano consente all’uomo primitivo di costruirsi progressivamente una molteplicità di strumenti il cui uso a sua volta ne implementerà le capacità cognitive e pratiche

 

 

 

Pubblicato il 8/11/2010 alle 9.40 nella rubrica Filosofia.

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