Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Tecnologia della pietra ed evoluzione

Il perfezionamento della tecnologia della pietra e il comportamento gregario tipico dei primati, consentì ai gruppi di homo erectus di accumulare un sempre maggiore quantitativo di scorte di cibo, mentre il taglio delle pelli portò alla creazione dei primi indumenti per proteggersi dal freddo. L’utilizzo regolare del fuoco consentì invece la costruzione di ripari non occasionali, vere e proprie capanne fatte di vegetali oppure di pietre. Questo ominide diventa in grado di controllare l’ambiente in cui vive : egli diventa predatore pur non avendo zanne ed unghie, non subisce il clima pur essendo privo di pelo e riesce a vivere di notte pur essendo un animale diurno. Il superamento dei limiti anatomici e delle pressioni ambientali consente ad esso di evolversi progressivamente in molte parti del mondo. Fu proprio questa capacità di gestire l’ambiente che gli consentì prima la sopravvivenza e dopo causò la sua estinzione. Il superamento di difficoltà climatiche, la cottura dei cibi, le armi consentivano la sopravvivenza di moltissimi individui che sarebbero stati naturalmente falciati dalla selezione. L’affinamento di culture adatte ad ambienti specifici isolò alcune popolazioni secondo criteri di confini culturali, difficili da superare quanto le barriere geografiche. Si ebbe così la frantumazione di numerose piccole popolazioni di homo erectus, con caratteristiche specializzate. In queste piccolo popolazioni l’evoluzione è più rapida, in quanto i caratteri si fissano con brevi cicli generazionali.

 

Attorno ai 300.000 anni fa in Africa cominciano ad apparire degli ominidi derivati dall’homo erectus che però mostrano caratteri anatomici evoluti nella direzione della nostra specie : sono i primi individui dell’homo sapiens arcaico. Molto probabilmente la nascita di questa specie è stata con origine multi regionale. In Europa i resti di questa specie vengono posti all’interno della categoria homo neanderthalensis (uomo di Neandertal).quest’ultimo risulta essere un mistero : si tratta effettivamente di una sottospecie dell’homo sapiens arcaico o si tratta di una specie a sé, distinta e parallela all’homo sapiens ? La seconda ipotesi sembra farsi strada negli ultimi decenni. La cultura musteriana tipica dell’uomo di Neandertal presenta un totale controllo della fatturazione della pietra. Gli oggetti hanno forme precise e raffinate, con chiara corrispondenza ad utilizzi differenziali : si hanno punte triangolari che possono essere immanicate e trasformate in lance. Le pelli vengono pulite con raschiatoi, gli utensili da taglio sono sottili e bifacciali. Si sviluppa la cosiddetta tecnica di Levallois che ha portato ad enormi vantaggi nella gestione della pietra come risorsa non rinnovabile. Tale tecnica infatti consente di ottenere schegge molto sottili lasciando il nucleo delle selci ancora efficiente per il distacco di altre schegge.

 

In realtà si deve dire che la limitata capacità dell’uomo di incidere nel suo ambiente e il miglior adattamento all’ambiente locale tramite le prime innovazioni tecnologiche e cognitive ha prodotto la frantumazione in piccole comunità isolate. Se l’uomo primitivo in questa fase avrebbe saputo incidere sull’ambiente, si sarebbe potuto più facilmente spostare. Dunque si deve dire che le innovazioni suddette hanno permesso un miglior adattamento al proprio ambiente specifico, ma non una capacità più generale dell’uomo di incidere sull’ambiente.

 

 

Pubblicato il 9/11/2010 alle 9.29 nella rubrica Filosofia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web