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Evoluzione delle funzioni linguistiche

Nel frattempo si assiste all’evoluzione delle funzioni linguistiche. Anche gli animali hanno un linguaggio in quanto comunicano informazioni ai membri della propria specie. Molti esperimenti sugli scimpanzé ed i gorilla hanno dimostrato  la loro capacità di astrazione e di formulazione di pensieri attraverso segni o scelte di simboli, ma mai attraverso la fonazione. Il linguaggio parlato degli uomini è di ben altro livello, ed è così tipicamente umano che, se parlate ad un bambino in lui si innesca un’intensa attività cerebrale, con micromovimenti muscolari coordinati in risposta ai suoni delle parole. Anche le funzioni biologiche più elementari vengono sconvolte mentre si parla : varia la frequenza di respirazione e l’anidride carbonica viene espulsa ad un ritmo diverso dal normale. Se si respirasse usando quella frequenza senza parlare, si avrebbe iperventilazione con conseguenti vertigine e stordimento. Se invece si varia il ritmo della portata, non si avverte alcun disagio e si è in grado di emettere parole senza stancarsi mai. Gli studi di linguistica hanno messo in luce che nell’uomo esiste una sorta di programma genetico che adatta l’uomo all’apprendimento del linguaggio parlato, apprendimento troppo complesso perché l’individuo lo possa ricavare esclusivamente dall’ambiente dopo la nascita. Tutto questo indica un programma anatomico che si deve essere evoluto molto anticamente.

 

 

Lo studio della fonazione umana pone particolare attenzione alla posizione della laringe (la cassa di risonanza della voce) nel collo. La sua posizione influenza il modo con cui si respira, si inghiotte e si vocalizza. La laringe dei mammiferi è posta molto in alto nel collo, in una posizione che permette all’animale di respirare e bere contemporaneamente ma inibisce l’attività della faringe, che serve a modulare i suoni emessi dalle corde vocali. Perciò agli animali è impossibile parlare. negli esseri umani, questa configurazione della laringe si ha solo nei neonati, che devono poter respirare mentre bevono il latte materno. Con lo sviluppo, attorno al secondo anno di età, la laringe scende permettendo l’azione della faringe e da quel momento si comincia a parlare chiaramente. Gli anatomisti hanno trovato una relazione tra la posizione della laringe e la forma del basicranio, la parte che poggia sulla colonna vertebrale : un basicranio appiattito corrisponde ad una laringe alta, mentre uno molto arcuato si trova nella specie umana. Il basi cranio degli australopitechi è appiattito, come pure quello dell’homo habilis e dunque essi probabilmente non avevano un linguaggio parlato come il nostro. I resti di homo erectus mostrano chiari segni di incurvamento del basicranio  a partire da 1,5 milioni di anni fa e quindi pare che l’homo erectus sia stato anche il responsabile dell’origine del linguaggio parlato.

 

Mentre negli animali non è possibile parlare, perché deve essere possibile nutrirsi e respirare nello stesso tempo, negli uomini non è possibile nutrirsi e parlare nello stesso tempo. L’uomo forse è ciò che mangia, ma ha bisogno allora di parlare perché ha bisogno di riferirsi a ciò che non è. Il mantra diventa allora il modo di allenare l’uomo a parlare e respirare all’unisono, a meglio tematizzare il non-essere dell’uomo, il suo Ganz Anderes. Mentre nel mangiare l’altro diventa proprio, nel parlare il proprio diventa Altro.

Pubblicato il 10/11/2010 alle 9.7 nella rubrica Filosofia.

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