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Neanderthal

Le popolazioni musteriane fecero un ampio uso delle caverne come abitazione. Le popolazioni dell’uomo di Neandertal a causa delle glaciazioni non riescono a sopravvivere basandosi esclusivamente sulla raccolta di vegetali e dunque debbono fare sempre più riferimento alla caccia. Data la riduzione delle grandi faune gli uomini di Neandertal non sono più cacciatori di grandi animali, ma devono cacciare una più vasta gamma di selvaggina collocandosi come predatori opportunisti. In passato si è pensato anche ad uno sviluppo di comportamenti simbolici : cannibalismo rituale, sepoltura sul letto di fiori, asportazione del cervello per usi rituali. Ma queste ipotesi sono state gradatamente ridimensionate (il letto di fiori era dovuto alla stagione, il buco vicino all’orbita oculare era causato da fattori naturali). Certo l’uomo di Neandertal faceva uso di ocra e manganese per dipingersi il corpo e talvolta perforava denti ed ossa. Inoltre è stato trovato un individuo neandertaliano che si era spezzato il braccio destro in giovane età, ma che aveva tuttavia raggiunto l’età adulta testimoniando una cura parentale ed un livello di assistenza insospettabili per quell’epoca. In Slovenia è stato trovato un corto flauto in osso con tre buchi di tale periodo, il più antico strumento musicale elaborato conosciuto (a parte i semplici strumenti a percussione).

 

 

L’uomo di neandertal si estingue circa 35.000 anni fa e come ciò sia successo è ancora oggetto di serrato dibattito. Le popolazioni musteriane ad un certo punto vengono sostituite da forme più moderne di homo sapiens probabilmente provenienti dall’Africa : si è pensato ad un genocidio, ad un decremento demografico dovuto alle scelte sessuali delle femmine di Neandertal. Ma l’ipotesi più probabile è che dopo un certo periodo di coesistenza tra le due specie, le strette climatiche hanno selezionato quella tecnologicamente più raffinata e con un incremento demografico più marcato : si tratta dell’uomo di Cro-Magnon, un homo sapiens perfettamente moderno.

 

La glaciazione ha ridotto la ricchezza prodotta in abbondanza dalla natura e costringe maggiormente l’uomo a confrontarsi con risorse scarse. La scarsità di risorse genera la maggiore ampiezza del raggio di azione e la scelta di metodi più cruenti per il conseguimento dei propri obiettivi primari.

Il maggiore freddo consente maggiormente la conservazione del cibo e anche dei morti, per cui compare il culto dei morti stesso

 

Pubblicato il 11/11/2010 alle 9.43 nella rubrica Filosofia.

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