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Mazzetti : non sviluppo, ma rottura

E’ solo perché la maggior parte degli uomini si muove ancora nell’ambito di questi limiti,  che fanno apparire loro le condizioni sociali dell’esistenza nelle quali sono immersi come naturali, come immediatamente ed insuperabilmente costitutive del proprio essere sociale, che si sperimenta spesso l’affermarsi del comunismo come un processo che sovvertirebbe la vita in modo inaccettabile. E’ questa forma di coscienza, divenuta una catena, che ostacola l’evoluzione sociale, a far assumere al bisogno di cambiamento non la forma dello sviluppo, ma quella della rottura.

 

 

Ma è anche per questo che non si può parlare di instaurarsi dell’agire comunitario senza riconoscere che tale forma di vita corrisponde necessariamente al processo di fuoriuscita dal capitalismo. Perché solo attraverso questa fuoriuscita i presupposti dati della vita borghese vengono trattati non come elementi naturali, bensì come creazione degli uomini.

Pubblicato il 9/12/2010 alle 12.9 nella rubrica Comunismo.

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