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Ad Odifreddi non tornano i conti (avrebbe bisogno della pascalina)

Piergiorgio Odifreddi nel numero di gennaio de “Le Scienze” edizione italiana ha pubblicato un breve articolo su Blaise Pascal ed il suo contributo alla geometria.

Qui Odifreddi ha un po’ ciurlato nel manico, dal momento che si è auto investito del compito di contraddire la chiesa cattolica e la religione su qualsiasi questione. La missione è, in larga parte, apprezzabile ma è possibile esagerare e perdere il rapporto con la verità e l’equilibrio necessario per raggiungerla. In quest’articolo Odifreddi finisce per toppare. Egli dice che a 31 anni Pascal era completamente perso per la scienza ed asserisce che il 23 novembre 1654 Pascal sia impazzito a seguito di un grave incidente in carrozza in cui aveva letteralmente battuto la testa, soffrendo in seguito di forti emicranie e rivelando all’autopsia evidenti lesioni cerebrali. Odifreddi conclude che la religione ed il misticismo erano solo effetti o concause della sua trasformazione, trasformazione folle testimoniata dal memoriale ritrovato cucito in una tasca di Pascal dopo la sua morte in cui è scritto : “Fuoco. Dio di Abramo,Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti. Certezza. Certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo. Deum meum et deum vestrum. Il tuo Dio sarà il mio Dio. Oblio del mondo e di tutto, fuorchè di Dio. Lo si trova soltanto per le vie insegnate dal Vangelo. Grandezza dell’anima umana (e così via)”. Odifreddi giudica questo scritto assolutamente senza senso, tale da confermare l’ipotesi della pazzia.

 

 

Bella storia, vero ? Peccato che non sia del tutto vera. Infatti Pascal nel 1658 scrive una Storia della “roulette”, anche chiamata “trocoide” o “cicloide”, con la quale si riferisce come si è arrivati per gradi alla conoscenza della natura di tale linea, datata 10 ottobre 1658 (cfr. Oeuvres, pp. 117-142), pubblicata in occasione di un concorso bandito dallo stesso Pascal nel giugno 1658. Inoltre, sempre nel 1658 scrive un Trattato sui seni di un quadrante di cerchio (1658) dove giunse a un passo dalla scoperta del calcolo infinitesimale discutendo l’integrazione della funzione seno (cfr. Oeuvres, pp. 155-158).

Pascal come John Nash, impazzito e poi parzialmente recuperato alla sanità mentale ? O vuoi vedere che, in questi ultimi lampi di genio, c’entra il soffio del buon Dio ?

Abramo, Isacco, Giacobbe, volete smetterla di suggerire le soluzioni al povero Pascal ?

 

 

 

 

 

Pubblicato il 8/2/2011 alle 11.10 nella rubrica Filosofia.

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