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Prostitute ma libere : una obiezione di Luisa Muraro alla manifestazione del 13 Febbraio

E’ stata interessantel’obiezione di Luisa Muraro all’adesione alla manifestazione delle donne che si terrà oggi. La Muraro dice che : “Per cominciare, sono molto critica verso la separazione fatta da Concita De Gregorio fra quelle che non si prostituiscono, alle quali lei si rivolge, e quelle che si prostituiscono, escluse da ogni considerazione. Io sono impegnata politicamente per la libertà femminile e lotto contro ciò che la ostacola: la ostacolano gli uomini che usano i loro tanti soldi per ridurre il corpo femminile a merce; ma le donne che vanno a questo mercato, io sostengo, hanno una soggettività che non mettono in vendita e perciò vanno prese in considerazione. Altrimenti, dalla politica si scade nel moralismo.
In secondo luogo, l'indignazione contro la miseria sessuale di uomini al potere, deve venire principalmente da uomini loro vicini, se hanno il senso della decenza, anzi doveva venire al primo scandalo e non è venuta, chissà perché. Ricorrere alle donne è un espediente di vecchio stampo, quando alle donne si assegnava un ruolo convenzionale, ora per la pace, ora per l'infanzia… Meglio questi ruoli, comunque, che quello che ci assegna questo appello, di truppe ausiliarie di una politica inefficace.

 

 

Vorrei parlare della prima obiezione e porre a me stesso e ai dieci lettori queste domande : la prostituzione può essere una libera scelta dell’individuo ? Si può disporre del proprio corpo e scambiare la propria espressione sessuale con denaro, favori, potere ? Il corpo è mio (parafrasando un famoso slogan) o sono io ? E ancora, è più comprensibile e/o giustificabile il mettere in vendita la propria soggettività o il proprio corpo ? Lo spirito o la materia ? Si può fare come gli pneumatici che tenendo solo allo spirito facevano fare al corpo quel che a loro pareva e piaceva ?

In conclusione questa citazione da Adriana Cavarero, che rispecchia in parte le mie perplessità : “Se una donna raggiunge posizioni di potere usando il corpo, si potrebbe dire che ella approfitta – a mio avviso giustamente – di questa componente. Si tratta tuttavia di un comportamento paradossale, perché sfrutta un elemento che pone la donna in posizione di inferiorità all’interno dell’ordine simbolico del potere, ossia dei valori che contano nella opinione comune

 

 

 

Pubblicato il 13/2/2011 alle 11.20 nella rubrica Ermeneutica.

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