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Galbraith : la retorica della politica monetaria

Nondimeno si pensa che la Federal Reserve sia una istituzione politicamente neutrale, apprezzata e guidata, come sempre negli ultimi tempi, da una personalità preparata, lucida e rispettata, non priva inoltre di spiccato talento teatrale. Poche cose sono più gradevoli di decisioni prese da persone per bene sotto i ritratti di celebrità del mondo della finanza del passato. Così si dovrebbe decidere la politica economica. Che non ne sortiscano effetti è secondario. L’idea è che qualcosa di così complesso, multiforme ed importante per tutti e per ciascuno, come il denaro, possa essere governato con decisioni ben ponderate ma indolori, e che tali decisioni vengano da un edificio gradevole e discreto situato nella capitale, non appartiene al mondo reale, ma a quello della speranza e dell’immaginazione. E’ la nostra più inverosimile ed amata fuga dalla realtà.

 

 

 

 

 

Nessuno dovrebbe contestare il meritato prestigio dei partecipanti, il loro senso della personale competenza e il piacere ampiamente innocente di quella che , quanto ai suoi effetti economici, è una truffa fortemente radicata. Accettiamo e perdoniamo il loro ruolo ininfluente.

 

 

Pubblicato il 13/3/2011 alle 10.27 nella rubrica Comunismo.

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