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Illogica logica : variabili e valori di verità

Malatesta dice che “x è uno studente” (funzione proposizionale) non è né vera né falsa.

 

 

 

Per dire questo bisogna coltivare almeno una forma di platonismo metodologico.

Infatti se si fosse empiristi, non ci sarebbe un livello di valutazione della verità o la falsità di “x è uno studente”.

Si direbbe che “x è uno studente” è vera o falsa a seconda dell’individuo che satura la variabile, ma che non c’è un livello in cui essa non sia vera nè falsa.

Se questo livello sussiste, deve essere un livello in cui x non sia un mero segno, ma un oggetto ideale sussistente.

L’ipotesi empirista a sua volta dovrebbe rispondere alla domanda se, non essendo passibile di verità o falsità, essa sia priva di senso. E se conseguentemente il suo essere priva di senso la possa rendere funzionale alla scrittura logica. Una risposta possibile potrebbe essere che essa sia comunque verificabile di volta in volta a seconda dell’individuo che satura la variabile. Da ciò si inferirebbe che ci sono proposizioni né vere né false, ma che sono verificabili e dunque aventi senso.

Un’altra ipotesi potrebbe essere che la funzione proposizionale ha un senso (un contenuto informativo) frazionario minore di 1 (l’avere senso compiuto) e maggiore di 0 (il non avere senso), mentre ha un valore di verità frazionario dato dalla media dei valori di verità di tutte le proposizioni ottenibili sostituendo la variabile con il nome di un individuo appartenente alla classe degli oggetti che fanno parte dell’ambito di variabilità della funzione proposizionale.

 

 

Pubblicato il 3/4/2011 alle 11.51 nella rubrica Epistemologia.

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