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Galbraith : la retorica del pubblico e del privato

Ogni crescita delle forze sane del settore pubblico è subito criticata e percepita dalla grande impresa che grida all’erosione statalista della libertà di impresa. In questo modo il potere della grande impresa piega gli obiettivi pubblici alle proprie necessità e al proprio utile.

La sua visione, che tende a diventare generale, è che una società prospera è una società con più automobili, televisori, capi di abbigliamento, come se i beni di consumo fossero l’unica misura del successo umano.

 

Gli effetti sociali negativi (inquinamento, degrado ambientale,rischi sanitari) non compaiono nel bilancio. In questo modo la civiltà umana è come un’alta torre bianca con la cima nascosta da una grande nube nera.

 

Pubblicato il 27/3/2011 alle 17.10 nella rubrica Comunismo.

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