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Homer sum : Darwin e la religione

Darwin dice che, se la religione include la credenza in poteri incorporei, allora gli animali hanno in comune con l’uomo questo attributo. Egli adduce esempi di animali sconvolti dal verificarsi di un certo evento quando era assente la causa ad essi familiare (ad es. il movimento di un parasole a causa della brezza) ed attribuisce la loro agitazione alla credenza che causa dell’evento sia un qualche agente vivente strano ed invisibile. La convinzione che gli oggetti naturali siano animati da agenti viventi ed invisibili fu detenuta da Darwin diffusa in tutte le razze meno civili. Egli era convinto che lo sviluppo naturale di questa credenza culminasse nella creazione di uno o più Dei con attributi che riflettevano le concezioni, i valori e le attitudini di quelle società. I complessi elementi della devozione religiosa, quali la pietà, la sottomissione ad un potere saltato, il senso di dipendenza, il timore e la venerazione, la gratitudine e la speranza nascono nell’esperienza umana dall’ambiente naturale e sociale. Nuovamente Darwin pone l’accento sulla relazione che lega l’uomo agli animali, scoprendo che gli stessi elementi della devozione si riscontrano ad es. nella relazione tra cane e padrone.

 

 

In realtà, poiché molti fenomeni naturali sembrano non avere un soggetto visibile che li compia, risvegliano nell’uomo (e forse nell’animale) la credenza che tale soggetto che causa questi fenomeni sia invisibile o non sia collocato sulla Terra. Si pensi ad es. alla pioggia ed a tutte le precipitazioni atmosferiche, oppure alle maree, alle inondazioni dei fiumi, al mutare delle stagioni, alla nascita ed alla crescita delle piante, al sorgere e al tramontare degli astri. Quindi non si tratta di fenomeni particolari o eccentrici, ma della grande maggioranza dei fenomeni naturali che accadono davanti agli occhi tutti i giorni. La religione è, almeno in una delle sue manifestazioni, il primo tentativo di spiegare questi fenomeni e di controllarne gli effetti.

Quanto alla similarità tra gli Dei ed altri esseri umani, è probabile che essa sia dovuta al fatto che, non potendo controllare alcune forze naturali con le loro capacità, gli esseri umani primitivi pensassero di poterle utilizzare a loro vantaggio, immaginando che i soggetti che le detengono siano simili ad altri esseri umani e quindi passibili di preghiera, adulazione, richiesta di scambio

 

Pubblicato il 30/3/2011 alle 16.10 nella rubrica Ermeneutica.

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