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La vicenda del Parini e il rapporto tra insegnanti e genitori

La vicenda del Parini fa venire in mente le seguenti considerazioni :

·         Da un lato molti genitori considerano un titolo di studio come un salvacondotto da sgraffignare a tutti costi e non come il risultato di una formazione felicemente acquisita. Inoltre hanno bisogno di difendere i figli per non compromettere la propria immagine verginale di educatori indefessi. Infine vogliono per forza dimostrare di essere più competenti degli insegnanti, in quanto, sulla base del praticume di cui tutti sono docenti, pensano di avere la pietra filosofale.

·         Dall’altro lato molti insegnanti non si aggiornano, non curano la comunicazione con i genitori come si deve e pensano di potersela sempre cavare con frasi buone per tutte le stagioni (“E’ distratto”, “E’ intelligente ma non si applica”). Inoltre pensano di non dover rendere conto del proprio sapere al neofita (e non sopportano dunque il contraddittorio), mentre è proprio questo che debbono fare ogni giorno, perché questo dà realmente la misura delle loro competenze. Un sapere che non si comunica forse non si è mai veramente formato.

·         Molti manager delle scuole fanno sempre una mediazione di bassissimo profilo. Invece di operare un compromesso, mantenendo la barra dritta verso il fine istituzionale di fornire una formazione decente ai propri studenti, essi fanno sintesi guardando ai soldi che la propria scuola deve incassare. Con questa finalità di corto respiro, essi sono compiacenti versi i genitori e sono reticenti verso i professori che magari hanno commesso errori, riproducendo così i mali esistenti.

·         La situazione che si è creata è il frutto soprattutto del saccheggio che si sta facendo della scuola pubblica. In pratica è una guerra tra poveri che non si accorgono che faranno la fine dei capponi di Renzo Tramaglino.

 

Che fare ? Rilanciare la vocazione pubblica della scuola che, prima di fornire lavoratori, deve formare cittadini istruiti e consapevoli dei valori della vita associata. Su questa base rendere il confronto tra i soggetti che vivono l’esperienza scolastica come una opportunità di miglioramento della propria vita quotidiana e non come una tenzone che serva a confermare i vari attori nel proprio satollo autocompiacimento. Il docente deve essere un pubblico funzionario ben pagato e con responsabilità consistenti che vengano scontate nel caso non si sia all’altezza.

 

Pubblicato il 28/3/2011 alle 16.1 nella rubrica Politica.

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