Blog: http://pensatoio.ilcannocchiale.it

Conto e racconto : i faraoni debbono saper contare

L’importanza del computo era tale in Egitto che l’anima del faraone defunto nell’aldilà doveva tra le altre prove contare con le mani fino a 10 e lo faceva in maniera continua dal mignolo della sinistra a quello della destra, oppure dal pollice al pollice. Probabilmente in Egitto la base ausiliaria 5 non era valorizzata in quanto ad es. per indicare il 6 non si faceva 5+1 ma 3+3, alzando tre dita di una mano e tre dita dell’altra. Anche gli Egizi usavano la conta delle falangi e lo facevano in base 12 ma anche in base 14 (contando anche le 2 articolazioni del pollice con l’indice quasi a figurare la castrazione di Seth ad opera di Horus) correlando la conta con le dita con quasi metà del ciclo lunare (14 sarebbero i 14 giorni della luna calante). A conferma di questa tesi c’è l’uso egizio di affiancare al cubito (28 dita) ed alla spanna (14 dita) il cubito corto (24 dita) e la spanna corta (12 dita).

 Il sistema di numerazione decimale ed additivo tra il 2000 e il 1600 a.C. subisce una modifica in quanto , se un numero inferiore precede un numero superiore ci troviamo di fronte ad una moltiplicazione (es.?∩∩ ? = 120x1000= 120.000): ci troviamo di fronte cioè ad un sistema non solo additivo ma anche moltiplicativo.  

 

La notazione geroglifica venne poi sostituita da una notazione ieratica sempre decimale in cui i numeri da 1 a 9 avevano ognuna un simbolo indipendente dovuto alla stilizzazione dei geroglifici precedenti (e soprattutto al fatto che l’impraticità di allineamenti col pennello ha generato alla fine nuovi segni autonomi ed indecomponibili). Tale notazione ieratica è stata la prima di questo tipo (inizi I millennio a.C.) ed ha influenzato sia la notazione numerico-alfabetica greca sia la notazione indiana.

 

Pubblicato il 6/5/2011 alle 9.26 nella rubrica Conto e racconto.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web