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Lettera alla Cgil : le tasse sono sempre una manovra restrittiva ?

E tuttavia non sempre l’aumento delle imposte (in un paese dove ci si diverte ad aumentare le tasse) si deve considerare come un ostacolo alla crescita. A parte il fatto che, per dire che al contrario l’abbassamento delle imposte porti ad un aumento della crescita, bisogna spesso forzare e semplificare indebitamente l’interpretazione dei dati statistici : ad es. in un indagine di Daveri alla Bocconi si vede che, ad una riduzione media in percentuale delle imposte dei paesi Ocse del 2,7% (cioè quasi tre punti di percentuale sul Pil), corrisponde un aumento medio della crescita dello 0,3% del Pil (in pratica, dato 100 il Pil, dato il peso delle imposte in precedenza di 33 che diventa 30,3, l’aumento successivo del Pil è di 0,3). Perché in realtà si possa fare una valutazione seria, bisognerebbe studiare una correlazione di più lungo periodo, per verificare ad es. gli effetti sulla crescita dei cambiamenti della distribuzione del reddito a seguito della riduzione delle imposte, visto che l’impatto dell’investimento pubblico (finanziato dalle imposte) sulla crescita ha un dispiegamento di effetti molto più dilazionato nel tempo, in quanto spesso tale investimento riguarda la riproduzione della forza lavoro (formazione, salute) e cioè un processo a lungo termine. In realtà il problema è a chi si toglie e a chi si dà, come si usava prima quello che è stato tolto e come si usa dopo che è stato tolto.

Le imposte sulle rendite e sui patrimoni (con la previsione di detrazioni o deduzioni delle spese per la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare) sono trasferimenti che possono fare da stimolo per la crescita economica, dal momento che tali ricchezze hanno un carattere spesso improduttivo. Dal lato delle entrate è necessario dunque l’aumento del prelievo fiscale sulle rendite patrimoniali. Per quanto riguarda le rendite della ricchezza mobiliare è urgente adeguare le aliquote fisse alle medie europee pari al 20% oppure includere le rendite mobiliari nel calcolo del reddito sottomesso all’IRPEF con i conseguenti effetti di tassazione progressiva. Per quanto riguarda le rendite immobiliari secondo Antonelli è urgente il ritorno all’ICI applicato su tutto il patrimonio immobiliare, sia esso costituito da prime o seconde case. La diretta partecipazione delle amministrazioni comunali ad una quota del ricavo consentirà di coinvolgerne le superiori capacità di accertamento e ridurre l’elevata evasione fiscale.

Pubblicato il 21/11/2011 alle 12.3 nella rubrica Comunismo.

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