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Lettera alla Cgil : esiti possibili

Gli esiti possibili di questa vicenda sono comunque due: o più probabilmente la Germania riesce nuovamente ad imporre un Europa a due velocità, con i paesi mediterranei che escono temporaneamente dall’euro, oppure la Francia, minacciata dal default italiano, costringe la Germania a cambiare politica o ad uscire dall’euro ed a correre per conto suo. Per Fumagalli, essendo Spagna ed Italia too big to fail, il default è quasi impossibile nonostante la stampa emergenziale e i mercati finanziari continuino ad ipotizzarlo. Addirittura si ipotizza che sia necessario il default per rompere il circuito della speculazione finanziaria, ma questa al massimo può essere la minaccia di un governo che voglia fare una manovra espansiva di fronte ad una BCE che voglia imporre una manovra restrittiva. Il default circoscritto a pochi Stati, come quelli delle periferia meridionale, porterebbe alla creazione di una moneta nazionale svalutata al 30-60% ed a un aumento molto forte dei costi delle importazioni (soprattutto di quelli non così elastici delle risorse energetiche), con una drastica diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie.

 

 

Nel caso di eventuale default o di sganciamento dall’euro (che dobbiamo comunque prendere in seria considerazione soprattutto se la politica deflazionista ci fa avvitare in un circolo vizioso), in Italia si potrebbe pensare ad uno Stato che restituisca in primo luogo il debito sino ad una certa cifra oppure restituisca il debito prioritariamente  ai cittadini ed alle famiglie di questo Stato (che assommano al 14% dei creditori, secondo la valutazione di Luciano Vasapollo). Inoltre, più che rifugiarsi in una sorta di protezionismo a livello nazionale, sarebbe il caso di esplorare la possibilità (ventilata in Italia dall’economista Bruno Amoroso) di formare con gli altri Stati del sud dell’Europa un’area monetaria comune grazie alla quale resistere maggiormente agli effetti negativi dell’eventuale sganciamento dall’euro (la prima cosa da fare in tale contesto sarebbe quella di vincolare maggiormente la mobilità dei capitali finanziari). Ma pensiamo comunque che in Europa il default di uno Stato dia luogo immediatamente ad un processo che porterà rapidamente o alla fine dell’euro o alla riforma (e questo sarebbe l’esito più augurabile) della BCE ed alla fine dell’egemonia tedesca.

 

 

Pubblicato il 22/11/2011 alle 11.15 nella rubrica Comunismo.

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